6/02/2010

La data, quella in cui è nato mio figlio.
Mai prima di quella data ero riuscita a capire e sentire veramente la vita.
Probabilmente non ero stata capace di ascoltarla o di viverla, o entrambe le cose, non lo so.
La verità è che sino a quel momento avevo vissuto in una bolla che con il sacco amniotico è scoppiata provocando uno tsunami dentro di me.
Mi ricordo perfettamente quell’istante che non so quantificare in termini di tempo, potrebbe essere un secondo come un’ora, ma sono in grado di quantificarne l’intensità, è stata un’esplosione, innescata da un dolore indescrivibile e culminata in una sensazione di calma assoluta.
Nell’istante in cui è venuto al mondo mio figlio ho percepito l’equilibrio, l’allineamento uno stop temporale, la consapevolezza della vita, io, mio marito e mio figlio eravamo sospesi oltre il tempo e lo spazio.
Nonostante sia stato solo un istante, la sua potenza è stata tale da innescare in me un cambiamento perpetuo; in quel momento ho perso la mia vita da individuo per donarla a mio figlio e continuarla al suo fianco.
Dieci anni fa è cominciato il nostro viaggio, non finirò mai di ringraziare la vita per quell’istante che mi ha permesso di diventare la mamma di una creatura meravigliosa.

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